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Orgasmo maschile: cosa è, e come raggiungere il piacere sessuale?

Per capire la dinamica dell'orgasmo maschile, è fondamentale conoscere la struttura dell'organo riproduttivo mascolino. Il pene, esattamente come la sua controparte femminile, la clitoride, è composto da differenti parti. Queste sono il glande, l'asta o base (a sua volta divisibile in due corpi cavernosi e in una parte spugnosa) e le radici, che si trovano nel perineo, tra la fascia inferiore del diaframma urogenitale e la fascia di Colles.

L'aumento di dimensioni e di rigidezza, un fenomeno riflesso ed involontario noto come erezione, è dovuto all'incremento del flusso sanguigno nei corpi cavernosi e una riduzione del deflusso, per un aumento della produzione di guanosin mono-fosfato ciclico che rilassa le arterie e serve per permettere la riproduzione.

Cos'è un orgasmo maschile?

Conosciuto anche come climax, è la sensazione di estrema libido che sorge dalla continuativa stimolazione dei terminali nervosi situati nel pene e nella clitoride, conosciuti con il nome di corpuscoli di Krause-Finger.

Nel maschio, questi hanno bisogno dell'erezione per essere più superficiali, e sono presenti in numero maggiore in alcune aree specifiche, che sono la zona del glande e del frenulo del prepuzio, e nell'uretra.

Quando si percepisce il piacere sessuale maschile?

La sensibilità all'eccitazione varia da soggetto a soggetto, ma tende a ridursi con l'avanzare dell'età e l'eccesso di pornografia digitale e non. Per tale motivo, gli uomini più maturi hanno necessità di maggior stimolazione manuale o orale, per riuscire ad avere un innalzamento. Egualmente, anche la durata del periodo refrattario, cioè tra un orgasmo ed un altro, si prolunga con la vecchiaia, anche se è possibile esercitarsi per ridurla.

L'orgasmo avviene in due stadi: nel primo si ha uno spasmo della prostata e delle vescicole spermatiche. Tale contrazione è associata ad una percezione di intenso piacere, che ha luogo nel cervello. Nel secondo (“eiaculatorio”), si verificano delle contratture ritmiche dei muscoli che permettono l'espulsione del liquido seminale.

La mancanza di quest'ultima parte non è insalubre, a differenza di quanto raccontano molte leggende popolari, ed è ricercata in alcune culture asiatiche che praticano una sessualità di tipo tantrico. Però, se non volontaria, può essere pericolosa emotivamente o in quanto probabile sintomo di problemi ben più gravi (come un danno ai nervi o ai tessuti prostatici)

I disturbi comunemente associati all'orgasmo maschile

Esistono molti problemi connessi al climax o piacere sessuale maschile, primo tra tutti l'eiaculazione precoce. Altre disfunzioni orgasmiche includono: anorgasmia, aneiaculazione, orgasmo insoddisfacente, retrogradato (lo sperma si muove in direzione della vescica) o ritardato. Tali problematicità possono anche essere legate ad una ipertrofia prostatica benigna, neuropatia diabetica, ipogonadismo, inesperienza, ridotta sensibilità peniera, danni al sistema nervoso simpatico o per cause iatrogene. Normalmente, saranno necessarie delle analisi del sangue e delle urine.

I trattamenti più comuni: dallo psicologo al chirurgo

Se dovuta a cause principalmente psicologiche, si può approcciare con una terapia comportamentale, un approccio chimico o una combinazione delle due. Inoltre, esistono anche molti esercizi e rimedi naturali utili per combatterla, come l'estratto di foglie di valeriana e gli esercizi di Kegel o inspirati al sesso tantrico. Nei casi più gravi e legati a problemi non psichici, si dovrà ricorrere anche all'intervento chirurgico (ricostruzione del collo vescicale, ...).

In una discreta percentuale di pazienti il problema viene risolto tramite l'assunzione di principi attivi come l'imipramina, Viagra, Cialis, pseudoefedrina, o altri. In genere, antidepressivi tri-ciclici e inibitori della ricaptazione della serotonina, antagonisti degli androgeni. Inoltre, in caso di ritardo orgasmico, può essere d'aiuto una elettroeiaculazione posteriore, per risvegliare le vescicole seminali e i linfonodi regionali attraverso la parete rettale.