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La dimensione del pene (normale e piccolo): un’ossessione tutta maschile

Molti uomini, soprattutto durante l'adolescenza, passano molto tempo a sviluppare la loro sicurezza sessuale chiedendosi quale misura dovrebbero avere, o confrontandosi con i compagni di calcetto o di scuola.

Si tratta di un tema sempre più ricercato online, quasi sempre da appartenenti al genere maschile.

Fin da piccoli, siamo portati a chiederci: è normale? Qui troverai tutte le informazioni che dovresti conoscere per migliorare la percezione di te stesso e del tuo "amico"!

Le dimensioni dei peni “normali” eretti: quanto misurano gli italiani?

Nonostante il continuo accanimento mascolino sulla questione, in realtà tale argomento è oggetto di studio da molti anni.

Esistono classifiche, più o meno ufficiali, dell'estensione standard di molti paesi del mondo, anche se spesso non si sa con che criterio sono stati raccolti i dati (autodichiarazione? referti medici?).

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Secondo i numeri contenuti nella cartina internazionale delle estensioni realizzata da Target Map nel 2016, emerge che il nostro paese fa parte della categoria che si estende tra i 14,7 e i 16,1 cm. Non male, visto che condividiamo questa posizione con stati come i paesi baltici, il Sudafrica e il territorio messicano. Inoltre, siamo preceduti solo dalle nazioni subequatoriali africane, per esempio Nigeria, Cameroon, Gabon, Repubblica Democratica del Congo ed Angola.

Insomma, niente male.

Quando il pene maschile può essere considerato “piccolo”?

Se pensiamo che il canale vaginale si estende per soli 7 centimetri (in media), questo ci darà un punto di vista completamente differente sul concetto di “corto”.

Un organo peniero eretto di 8-9 cm può, senza impicci, penetrarlo per intero.

Inoltre, questo non è sinonimo di piacere femminile: la stimolazione del clitoride, il sesso orale e molti altri momenti sono quelli che porteranno la vostra partner ad avere un orgasmo.

Secondo la medicina e la sessuologia clinica, si può definire “micro-dotato” chi possiede un pisello al massimo di 70 millimetri in elevazione, però non vi sono misure “ufficiali” per ciò che riguarda la larghezza, che deve adattarsi all'apertura vaginale della compagna (di vita o di una notte).

Il pene non è tutto

Non solo non sono le misurazioni a definire il livello di virilità e mascolinità, ma neppure le prestazioni. Recenti studi confermano che le donne tendono a preferire amanti non eccessivamente dotati, ma abili con mani e lingua, soprattutto quando hanno già un po’ di esperienza alle spalle. Interessante, vero?

Oltretutto, la sicurezza in sé stessi gioca un ruolo chiave nelle dinamiche dell'attrazione: coloro che si preoccupano troppo di cosa hanno tra le mutande, finiscono per risultare poco attraenti agli occhi del prossimo, poiché insicuri, incerti e poco tendenti a lanciarsi in avventure.

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Per questo, è importante non lasciarsi scoraggiare o deprimere da questi elementi, che non sono davvero così basilari, a differenza dei preliminari.

L'aumento dei centimetri: una possibilità da lasciare come ultima opzione

Se proprio non si riesce a eliminare dalla mente il chiodo fisso della dimensione, si può optare per soluzioni, spesso invasive, per accrescerne i pollici. L'unico modo valido è l'operazione chirurgica o la pompa peniera. La prima che opta per inserire sostegni che permettono di stirare in modo estremo la cute. Si tratta di un'ultima spiaggia, dolorosa e spesso innecessaria, però che può riportare in alto i livelli di sicurezza di ogni maschio. La seconda si basa sul sottovuoto e, se ben usata, può risultare benigna. Salvo in caso di minuscoli organi, sconsigliamo tale opzioni, così come l'uso di alternative non mediche comprate in linea, spesso più dannose che benigne.